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Prima che finisca Settembre... voglio tramandare ai posteri che questo mese ho visto ben tre concerti di Pacifico!!! URKA!
Alle 22.15 circa, Gino entra in scena e apre lo show con un simpaticissimo brindisi propiziatorio. Nella foto potete vedere il suo nuovo look barbuto (!). Qualche inconveniente tecnico innervosisce la band, ma fa parte del gioco... complessivamente devo dire che Pacifico e gli Impagabili hanno fatto un lavoro splendido sul suono durante questa tournée; via via lo spettacolo è diventato sempre più fluido e gradevole. Scaletta: Pacifico, Dal giardino tropicale, L'incompiuta, A poche ore, L'inverno trascorre, L'istinto, Polifemo, Solo un sogno, Le mie parole. In particolare A poche ore e L'inverno trascorre mi lasciano estasiata. Decidiamo di squagliarcela prima degli Avion Travel, e così facendo riusciamo a salutare Gino. Ci siamo appostate un po' vigliaccamente sul retro del Palamazda... abbiamo preferito comunque fare così piuttosto che rompergli i maroni mentre cenava (sì, si poteva considerare anche l'ipotesi di andarcene senza salutarlo. Ma non l'abbiamo considerata)!
Per me, la grande soddisfazione di averlo visto finalmente in Emilia. E la gratificazione di poter avvicinare, anche solo per fargli i complimenti, l'artista che più stimo nel panorama della musica italiana.
Mi sono compagni in questa avventura Matteo e la Ale. All'interno del premio DeltaPOesia è prevista l'esibizione acustica del "Pacifico Trio". Inizia la cerimonia di premiazione, e il tutto non sarebbe palloso, se non fosse per la prolissità degli organizzatori. Comunque le poesie sono belle, una l'ho anche ricopiata nel post precedente, poichè mi è particolarmente piaciuta. Ma ecco che arriva il momento del nostro beniamino! Gino, Diego e Silvio ci deliziano con L'incompiuta, Solo un sogno e Le mie parole. Il pubblico apprezza a tal punto che richiede un bis... prontamente eseguito, con Una luce. Tanti chilometri per sole quattro canzoni? Sì, chi se ne frega... noi ci siamo. E adesso? Ci riserverà ancora qualcosa la tournée? Aspettiamo e vediamo. Intanto, Settembre finisce, ma mi lascia dei ricordi belli e divertenti. |
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Era iniziata come una risata (Poesia di Isabella Leardini. Tratta da La coinquilina scalza - editore La vita felice -, opera segnalata al Premio DeltaPOesia 2006) |
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Dovrei proprio stamparne il testo ed attaccarmelo sul frigorifero, o sulla lavatrice, o sulla porta del bagno, o sul comodino (così lo vedo subito appena sveglia)... Nuvola Guardo l'orizzonte ogni sera Nuvola sono qui Dei santi, le teste cerchiate, Lucide le guance dal pianto. Nuvola sono qui |
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Nei numeri di Settembre di Rolling Stone e Il Mucchio compaiono due servizi molto interessanti su Syd Barrett. Rolling Stone pubblica l'ultima intervista di Syd (1971) corredata dalle foto di Mick Rock. Il Mucchio presenta un reportage più articolato. Non ho finito la lettura, ma mi sembra ben fatto. Il colpo di genio sono i suggerimenti su cosa ascoltare: perchè, diciamocelo, il modo migliore di ricordare Syd è conoscere la sua musica; il resto è aria fritta. E, giusto per amor di coerenza, ecco il testo di Dominoes. E' tratta dal lavoro solista Barrett (1970). Syd e la sua ragazza giocano a domino. Giocano a domino, e il tempo passa. Passa inesorabile, come la giovinezza che Barrett sentiva sfuggirgli dalle mani... Dominoes You and I in place Fireworks and heat, someday It's an idea, someday |