La novità più significativa di queste ultime settimane è che ho ripreso a fare jogging. La prima volta sono ritornata a casa con la lingua arrotolata attorno al collo... avevo forzato un po' troppo l'andatura. Ora sto recuperando l'allenamento ed è molto gradevole.Quello che dicono i medici e gli psicologi riguardo all'attività fisica è stra-vero: fa bene all'umore. Dopo un paio di settimane mi sento più positiva, più dinamica e meno incline a "sbranare" il prossimo alla prima contrarietà. Naturalmente, fido compagno delle "corsette" è il mio lettore mp3. Ora ci sono dentro A Rush of Blood to the Head dei Coldplay e Ho detto a tua mamma che fumi di Kama. Mi aiutano a tenere il ritmo e, nei momenti di pausa, a tirare il fiato... |
|
I testi non sono un granch’è. Ma credo che non ci fosse nessuna ambizione cantautorale in questo album di esordio del quartetto londinese, semplicemente la voglia di fare del buon pop. E comunque, a ben guardare, alcuni brani sono delle piccole perle, come We never change, una ballata soft dove si esprime il desiderio di una vita semplice, lontana da tutte le complicazioni della vita quotidiana. Ah, se solo ci fosse anche Chris Martin con me sotto al plaid…! Ecco, che pasticciona, volevo fare un post serio, una bella recensione “profonda”, e per colpa di un tracollo ormonale ho rovinato tutto! Uffaaaa!!! Vabbè, sperando di riprendere quota, posto il testo di We never change! :-D We never change I want to live life, and always be true We never change, do we? Oh and I don't have a soul to save, We never change, do we? So I want to live in a wooden house |
|
Personalmente sono agguerrita come non mai. Non voglio gettare la spugna finchè non le avremo provate proprio tutte. E non è per presenzialismo, per voler mettere a tutti i costi la mia firma su un pezzo (tra l'altro... i ragazzi di Floyd Channel gradirebbero molto, credo, che io passassi a scrivere per loro). E' che non mi va giù che un progetto del genere, dedicato a difendere un certo tipo di musica da me reputata "di qualità", finisca dritto nel cesso. Vi farò sapere. Qualunque messaggio di solidarietà sarà comunque gradito. N.B.: in tutto questo caos è uscito il numero di Settembre. Un po' incompleto e in forte ritardo, ma è uscito. |
|
Gli organizzatori avevano infatti deciso di consegnare un premio alla carriera ad Adrian Maben. Ora, i lettori di questo blog un po' a digiuno di "conoscenza Floyd" si chiederanno: ma chi diavolo è Adrian Maben? Molto semplice; è il regista di Pink Floyd Live at Pompeii, un meraviglioso film musicale del 1971 dove il complesso inglese suonava nell'anfiteatro di Pompei completamente vuoto. Ora, ho avuto l'onore di aiutare la redazione di Floyd Channel durante l'intervista che il "maestro" ci ha concesso... inutile dire che ero felice ed emozionatissima. L'opportunità di dialogare con questo personaggio, così creativo oltre che così importante per la storia dei Pink Floyd, è stata una gioia inaspettata e IMMENSA. Probabilmente presto l'intervista sarà on-line... vi farò sapere. |