È arrivata l'estate, e con essa il caldo. Sono ancora in attesa di conoscere la scuola dove mi manderanno l'anno prossimo. Sono immersa nelle scartoffie, e non ne posso più di dichiarare a ripetizione le stesse cose; di essere nata a, di essere nata il, di essere consapevole delle sanzioni in caso di dichiarazioni mendaci... e altre balle di questo tipo.Sarà il caldo, sarà che non sto facendo cose particolarmente piacevoli, ma mi sento indotta a riflettere, a fare un po' di autocritica. La vita è complicata, ma a volte mi sembra di crearmi delle complicazioni da sola. Cado come una scema in errori banali; sempre le solite bucce di banana. Il cammino verso la felicità è di per sè difficile, e per alcune persone dalla psiche complessa può diventare un sentiero tortuoso e pieno di buche. Mi consolo pensando a quella frase di Marco Paolini che ho letto una volta: "Non ho mai pensato nella vita che per procedere bisogna necessariamente andare in linea retta." E mi consolo anche considerando che alcune delle donne più geniali che conosco hanno sempre avuto un rapporto problematico con quell'evanescente oggetto che chiamiamo "felicità". La bellissima e bravissima Cat Power, ad esempio, animo sensibile e tormentato, talento cristallino e attaccamento alla bottiglia. Le mie affinità con Cat al momento riguardano l'animo tormentato, non certo la bottiglia (mi attacco al massimo a quella del Gatorade, considerate le temperature). Casualmente dopodomani mi aspetta il suo concerto, a Ferrara... spero che mi dia un po' di carica. |
| A volte non ci sono parole per descrivere la bellezza di una canzone...
I jumped in the river and what did I see? I jumped into the river There was nothing to fear and nothing to doubt |
| 01. Mercy - Duffy (Rockferry, 2008) 02. Remedios - Giusy.F. (X-Factor Compilation, 2008) 03. The Outdoor Type - The Lemonheads (Car Button Cloth, 1996) 04. Notting Hill (score) - Trevor Jones (Notting Hill: Music From The Motion Picture, 1999) 05. American Boy (feat. Kanye West) - Estelle (Shine, 2006) 06. I Build This Garden For Us - Lenny Kravitz (Let Love Rule, 1989) 07. Mr. Cab Driver - Lenny Kravitz (Let Love Rule, 1989) 08. Empty Hands - Lenny Kravitz (Let Love Rule, 1989) 09. Pyramid Song - Radiohead (Amnesiac, 2001) 10. There There - Radiohead (Hail to the Thief, 2003) |
[Avvertenza: per gli effetti del grande caldo la sintassi di questo post ricalcherà il "flusso di coscienza" tanto caro a James Joyce]No perchè se lo sapevo magari stavo pure a casa voglio dire perchè diamine quando c'è la partita della nazionale si deve fermare tutto in Italia boh e allora anche Elio e le Storie Tese che da loro non me l'aspettavo proprio si mettono a suonare alle 23.15 quando sul biglietto c'era scritto 21.30 insomma un po' di ritardo è concepibile per tutti i concerti ma prendere come motivazione la partita eh no ragazzi questo no c'è anche della gente a cui del calcio non interessa assolutissimamente nulla e guarda caso io ero tra questi e mi son dovuta sciroppare asfalto bollente e secondo tempo della partita e tempi supplementari e noia mortale e per di più andare a casa prima perchè ero cotta dopo i Radiohead di martedì e Daniele Silvestri la sera prima a Luzzara peraltro bravissimo bravissimo Silvestri intendo dire insomma questa volta Elio e le Storie Tese hanno proprio rotto per via di questa decisione di suonare solo dopo la partita maccheccavolo e non so mi verrebbe voglia di non vedere più concerti di Elio per il resto dell'estate da autentica talebana quale sono ma poi so che non resisterò e li andrò a vedere comunque perchè son troppo bravi e per giunta nella scaletta fanno Supermassiccio però l'altra sera me le hanno proprio fatte girare ecco. |
Mettiamola così: tutti le estati mi vedo almeno un concerto sotto la pioggia.Nel 2006 fu Gilmour, il secondo di Venezia. Nel 2007 furono gli Who. Martedì sera è stata la volta dei Radiohead, per il 2008 spero di avere già dato. ![]() Tempo atmosferico avverso a parte, il gig è filato via liscio, tra i pezzi nuovi di In Rainbows e alcune perle del passato (tra queste ultime Lucky, Climbing up the walls, Everything in its right place e Idioteque). Thom Yorke è un pazzo alienato, ma vederlo dal vivo è uno spettacolo nello spettacolo. ![]() Sono contenta di esserci stata, sono i menestrelli del nostro tempo; a mio avviso, nessuno incarna a livello musicale lo spirito della modernità meglio di loro. Ah, e grazie a Rino della compagnia: non sarebbe stato altrettanto divertente. ![]() |
Mentre la nazionale l'altra sera perdeva, su La 7 davano questo "filmone": Gandhi, di R. Attenborough. Prontamente videoregistrato, l'ho recuperato il giorno dopo.Dico "filmone" senza alcun intento dispregiativo; in realtà, non so immaginare in quale altro modo si sarebbe potuta girare questa pellicola. Il taglio epico-storico, la maestosità delle scene, il cast stellare sono pilastri di un'impalcatura perfettamente costruita. La parte più bella e più commovente, a mio avviso, è la fine, quando Gandhi si rende conto, con grande rammarico, che alla schiavitù degli Inglesi subentrano gli odi e le divisioni interrazziali che vanificano il suo sogno di un'India non solo libera, ma anche unita. Ed ecco la mia citazione preferita dal film: "Occhio per occhio rende il mondo cieco!" |
Sui giornali di oggi, tutti criticano la figuraccia fatta ieri sera dalla Nazionale "Campione del Mondo"... ce ne fosse uno che ricordasse che due anni fa il mondiale l'abbiamo vinto giocando male, con una buona dose di culo, e che quindi tutti i nodi sono destinati, prima o poi, a venire al pettine. |
Questo film è uscito nelle sale due anni fa, senza far parlare troppo di sè. È un'altra di quelle "perle" che il grande pubblico ha snobbato, ingiustamente.L'ho recuperato di recente in dvd e l'ho trovato geniale. La trama è tratta da un romanzo dello scrittore americano Philip K. Dick. Sotto le spoglie del genere utopico-fantascientifico, Dick racconta una storia che ha forti legami con la realtà. In un ipotetico futuro, il governo ha come priorità la lotta alla droga e persegue il suo obbiettivo con ogni mezzo, arrivando a limitare fortemente la libertà dei cittadini. È un aperto richiamo agli anni della presidenza di Nixon e al relativo clima di repressione e di sospetto. A quei tempi Dick era uno degli esponenti di spicco della cosiddetta "controcultura di Berkeley", tutti in qualche modo dediti alle droghe e tutti sottoposti ad una sorveglianza invasiva, dai risvolti kafkiani. Il film fa ricorso ad un'animazione incredibilmente accurata. L'uso di questa tecnica avvicina lo spettatore alle percezioni allucinate dei protagonisti, causate dalla tossicodipendenza. A scanner darkly non vuole giustificare il ricorso alle sostanze stupefacenti, ma fare riflettere su altre questioni, più complesse: fino a che punto è legittima la sorveglianza sugli individui al fine di prevenire i crimini? qual è il confine al di là del quale si lede il diritto alla privacy? la consapevolezza di essere spiati può diffondere forme di diffidenza e di paranoia, dannose quanto i crimini stessi che si vogliono prevenire? per arginare il fenomeno droga, quale è il ruolo della repressione e quale quello della responsabilità sociale? Dick ebbe la salute gravemente compromessa dall'uso degli stupefacenti, coi quali aveva un rapporto di attrazione e repulsione; erano il suo demone personale, che si offriva a lui ora con il sorriso del tentatore, ora col ghigno del persecutore. |