Sono giorni "pesanti", per via del tanto lavoro, ma anche per via delle tante emozioni che il lavoro stesso mi procura.Se provo a scriverle, queste emozioni, non riesco a fare un post organico, riesco ad esprimerle solo in forma di frammenti. Gli occhi azzurrissimi di un mio studente dall'indole malinconica e poco portato per lo studio teorico. I primi problemi disciplinari "seri". Gli sfrondoni che ogni tanto mi capita di sentire durante le interrogazioni. I secchioni che si fanno largo e, dopo le prime verifiche, cominciano a distinguersi dal "gruppo". Le scartoffie. La nebbia che fendo al mattino, con l'auto, andando a scuola. La codina di cavallo della mia studentessa impertinente. I compiti da correggere al pomeriggio (cataste). Le soddisfazioni che provo quando mi accorgo che hanno capito e studiato. Le scartoffie. Il sorriso del collega carino di cui non so quasi nulla. Le ore buche e il silenzio della sala insegnanti vuota. Le ore buche e il caos della sala insegnanti piena. Il mio studente monello che canticchia le canzoni di Elio, e non sa che abbiamo in comune più cose di quante lui pensi. Le scartoffie. Le scartoffie. Le scartoffie. |
... e ogni tanto arriva qualche soddisfazione professionale, grazie a Dio.Oggi, due argomenti belli "tosti", spiego, mi esprimo nel modo più chiaro possibile, mi capiscono, annuiscono, mi seguono, sono curiosi, fanno domande, io credo di essere riuscita a soddisfare tutte le loro richieste, mi mostro padrona della materia, insomma, due ore intense ma belle. Ok. Ora però sono stremata e vado a letto. ![]() |
Sono stanca, distrutta e pure depressa perchè oggi ho sparato una megacazzata in una classe. Secondo me non se ne è accorto nessuno, erano tutti distratti. Però arrivata a casa ho fatto mente locale e me ne sono accorta: perfezionista come sono, tanto mi è bastato per abbattermi.Bisogna comunque dire che fra lezioni da preparare, compiti da correggere (già se ne fanno), piani di lavoro e burocrazia varia non ho un minuto di respiro; per forza ogni tanto mi scappa qualche inesattezza, non riesco ad arrivare dappertutto. Di sicuro non ho prodotto nessun danno irreparabile a queste giovani menti, ma boh... oggi mi sento un po' "così". Credo che solo l'anno prossimo riuscirò a raccogliere quello che ho seminato quest'anno. Ho voglia di coccole (la foto soprastante è la più espressiva al riguardo che ho trovato). |