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Ho tantissimi interessi, i miei preferiti sono il cinema, la musica, la lettura. Adoro viaggiare. Quando riesco a vincere la mia innata pigrizia, faccio sport e alla fine mi piace anche. Sono orgogliosa di far parte dell'allegra banda dei fan di Pacifico!

La frase del mese

Whistler: "Voglio pace in terra e agli uomini di buona volontà."
Bernard Abbott: "Oh, è ridicolo."
Martin Bishop: "Guardi che è serio."
Whistler: "Voglio pace in terra e agli uomini di buona volontà."
Bernard Abbott: "Noi siamo il governo degli Stati Uniti d'America! Non facciamo queste cose."

[Dal film I signori della truffa, 1992: nella scena i membri di una banda di hacker capeggiata da Martin Bishop (Robert Redford) avanzano alcune richieste all'agente federale Bernard Abbott (James Earl Jones) in cambio della restituzione di un importante congegno da essi rubato]

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venerdì, 31 luglio 2009

Amore e Povertà

decrescenzoDa Storia della filosofia greca - Da Socrate in poi di Luciano De Crescenzo:

«Le interpretazioni del Simposio sono innumerevoli [...]. Da quanto ricordo però, non mi sembra che nessuno, tranne forse Enzo Paci, abbia sufficientemente messo in luce i genitori di Amore: Poro e Penìa. Perchè proprio l'Espediente e la Povertà? Forse perchè l'uomo, quando è povero, ha più bisogno dei suoi simili? O forse perchè nel suo caso, l'arte di arrangiarsi e lo spirito di sopravvivenza gli consigliano d'instaurare col prossimo un rapporto d'amore? D'altra parte i grandi profeti hanno sempre stabilito un nesso tra la Povertà e l'Amore. Il ricco del Vangelo, quello del cammello e della cruna dell'ago, è solo uno dei tanti esempi possibili. La ricchezza porta all'egoismo ed è abbastanza facile riscontrare come, nelle città più ricche ed evolute, siano diventati freddi e difficili i rapporti tra le persone.»
postato da: signsoflife alle ore 21:28 | link | commenti (1)
categorie: libri, cazzeggio, società, vita varia
giovedì, 16 luglio 2009

Cuore bastardo

portacdL'estate procede, e oggi mi sono dedicata a una di quelle noiose incombenze che bisogna sbrigare, almeno una volta all'anno: togliere dal loro posto, spolverare e ricollocare tutti i cd di casa.

Ma il cuore è bastardo, e trasforma un'operazione di pulizia in un viaggio nell'anima. Perchè a ogni cd è legato un ricordo, bello o brutto, un flash, uno spaccato di vita.

Mi capita tra le mani il Greatest hits dei Cult e mi viene in mente che lo ascoltavo nel '99. La cassetta ricavata da quel cd era la colonna sonora di una corsettina che facevo tutti i pomeriggi, spezzando lo studio quotidiano: già, perchè stavo studiando per il concorso, lo stesso concorso che, a dieci anni di distanza, mi consente di occupare la cattedra dove lavoro oggi. La mia carriera di insegnante si poggia dunque, in un certo senso, sulle note di She sells sanctuary e di Resurrection Joe?!

Salto temporale in avanti: I Might Be Wrong mi fa venire in mente l'estate tutta "radioheadiana" dell'anno scorso, con ascolto massiccio in auto dell'intera discografia, concerto milanese sotto il diluvio e passeggiate energiche sulla spiaggia dell'Argentario al ritmo di The National Anthem.

Salto indietro, ma di poco: estate 2006, andavo al lavoro - il mio vecchio lavoro - in bicicletta, sparandomi nelle orecchie Bruise Pristine dei Placebo (anche questa da una raccolta). Ignara di quante cose sarebbero cambiate di lì a sei mesi.

Salto avanti: Final Straw degli Snow Patrol, comprato in un allegro pomeriggio di shopping bolognese poco dopo Natale 2008. Tornai a casa pregustando le note di Gary Lightbody e soci. Ignara di quante cose sarebbero cambiate di lì a pochi giorni.

E Surfacing di Sarah McLachlan, un disco pieno di melodie d'atmosfera che ascoltavo la sera, col ventilatore acceso, nell'estate caldissima del 2002; l'estate in cui, sfatta, avevo appena finito il trasloco nella mia casa.

Questo post potrebbe continuare all'infinito. Con alcuni interrogativi misteriosi. Ad esempio, perchè mai Automatic for the people è ancora incellofanato? Che cosa diavolo mi ha spinto a buttare soldi in Viva la vida dei Coldplay? E come ho potuto lasciar passare tanto tempo dall'ultima volta che ho ascoltato Univers (dall'album 17 re dei Litfiba, regalo di laurea 1997), a mio avviso una delle più belle canzoni d'amore mai scritte?

C'è da sentirsi stupiti da questo materiale che affiora, da questi pezzettini di vita che avevo dimenticato e sulla base dei quali, invece, si potrebbe stendere un'intera autobiografia.

postato da: signsoflife alle ore 16:48 | link | commenti (2)
categorie: musica, lavoro, concerti, vita varia
martedì, 14 luglio 2009

Il nemico della stampa

Qualche post fa avevo espresso il mio senso di sconcerto per come si sta riducendo questo paese. Tra le altre cose avevo citato la legge sulle intercettazioni. Oggi, sul sito della battagliera Michela Murgia, trovo questo scritto di Umberto Eco, che esprime così chiaramente il mio pensiero da farmi invidiare la sua capacità di scrivere bene e andare dritto al nocciolo delle questioni.
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umberto_ecoIl nemico della stampa
Sarà il pessimismo della tarda età, sarà la lucidità che l'età porta con sé, ma provo una certa esitazione, frammista a scetticismo, a intervenire, su invito della redazione, in difesa della libertà di stampa. Voglio dire: quando qualcuno deve intervenire a difesa della libertà di stampa vuole dire che la società, e con essa gran parte della stampa, è già malata. Nelle democrazie che definiremo 'robuste' non c'è bisogno di difendere la libertà di stampa, perché a nessuno viene in mente di limitarla.

Questa la prima ragione del mio scetticismo, da cui discende un corollario. Il problema italiano non è Silvio Berlusconi. La storia (vorrei dire da Catilina in avanti) è stata ricca di uomini avventurosi, non privi di carisma, con scarso senso dello Stato ma senso altissimo dei propri interessi, che hanno desiderato instaurare un potere personale, scavalcando parlamenti, magistrature e costituzioni, distribuendo favori ai propri cortigiani e (talora) alle proprie cortigiane, identificando il proprio piacere con l'interesse della comunità. È che non sempre questi uomini hanno conquistato il potere a cui aspiravano, perché la società non glielo ha permesso. Quando la società glielo ha permesso, perché prendersela con questi uomini e non con la società che li ha lasciati fare?

Ricorderò sempre una storia che raccontava mia mamma che, ventenne, aveva trovato un bell'impiego come segretaria e dattilografa di un onorevole liberale - e dico liberale. Il giorno dopo la salita di Mussolini al potere quest'uomo aveva detto: "Ma in fondo, con la situazione in cui si trovava l'Italia, forse quest'Uomo troverà il modo di rimettere un po' d'ordine". Ecco, a instaurare il fascismo non è stata l'energia di Mussolini (occasione e pretesto) ma l'indulgenza e la rilassatezza di quell'onorevole liberale (rappresentante esemplare di un Paese in crisi).

E quindi è inutile prendersela con Berlusconi che fa, per così dire, il proprio mestiere. È la maggioranza degli italiani che ha accettato il conflitto di interessi, che accetta le ronde, che accetta il lodo Alfano, e che ora avrebbe accettato abbastanza tranquillamente - se il presidente della Repubblica non avesse alzato un sopracciglio - la mordacchia messa (per ora sperimentalmente) alla stampa. La stessa nazione accetterebbe senza esitazione, e anzi con una certa maliziosa complicità, che Berlusconi andasse a veline, se ora non intervenisse a turbare la pubblica coscienza una cauta censura della Chiesa - che sarà però ben presto superata perché è da quel dì che gli italiani, e i buoni cristiani in genere, vanno a mignotte anche se il parroco dice che non si dovrebbe.

Allora perché dedicare a questi allarmi un numero de 'L'espresso' se sappiamo che esso arriverà a chi di questi rischi della democrazia è già convinto, ma non sarà letto da chi è disposto ad accettarli purché non gli manchi la sua quota di Grande Fratello - e di molte vicende politico-sessuali sa in fondo pochissimo, perché una informazione in gran parte sotto controllo non gliene parla neppure?

Già, perché farlo? Il perché è molto semplice. Nel 1931 il fascismo aveva imposto ai professori universitari, che erano allora 1.200, un giuramento di fedeltà al regime. Solo 12 (1 per cento) rifiutarono e persero il posto. Alcuni dicono 14, ma questo ci conferma quanto il fenomeno sia all'epoca passato inosservato lasciando memorie vaghe. Tanti altri, che poi sarebbero stati personaggi eminenti dell'antifascismo postbellico, consigliati persino da Palmiro Togliatti o da Benedetto Croce, giurarono, per poter continuare a diffondere il loro insegnamento. Forse i 1.188 che sono rimasti avevano ragione loro, per ragioni diverse e tutte onorevoli. Però quei 12 che hanno detto di no hanno salvato l'onore dell'Università e in definitiva l'onore del Paese.

Ecco perché bisogna talora dire di no anche se, pessimisticamente, si sa che non servirà a niente.

Almeno che un giorno si possa dire che lo si è detto.
(Umberto Eco, 9 Luglio 2009. Da L'Espresso)
postato da: signsoflife alle ore 09:31 | link | commenti (4)
categorie: politica, società, vita varia, rigurgiti di rabbia
venerdì, 03 luglio 2009

Otium e negotium

cappelloI latini conferivano grande importanza al concetto di otium, che non è traducibile propriamente come "ozio", perchè la parola "ozio" in italiano ha un'accezione negativa. L'otium presso gli antichi non aveva alcunchè di negativo, in quanto rappresentava il tempo libero, dedicato alle attività piacevoli e che ricreavano la mente, ritenute necessarie tanto quanto quelle del negotium (il tempo dedicato al lavoro e agli affari).

Tutto questo pistolotto degno di Alberto Angela per dirvi che Signsoflife si sta dando all'otium, dopo aver praticato, quest'anno, tanto negotium. Legge. Sonnecchia. Naviga. Guarda vecchi film in tivvù. Fa shopping. Gira in bicicletta. Passeggia per le città assolate.

Insomma, sta bene.
postato da: signsoflife alle ore 11:23 | link | commenti (1)
categorie: libri, lavoro, internet, cazzeggio, vita varia, io e la tv, lascuola