Professionisti
Quando parlo di forte motivazione etica, non intendo un generico altruismo. Non mi interessa l’insegnante missionario. Mi interessa l’insegnante professionista. Ma essere professionisti non significa solo avere conoscenze e padroneggiare procedure. Significa avere chiara visione dello scopo della propria attività. Dedicare, a questo scopo, non necessariamente la vita (non siamo martiri o asceti), ma le proprie energie lavorative. E soprattutto, assumersi le proprie responsabilità. Fare quello che va fatto. Questo è il più grande diritto e il più grande dovere degli insegnanti. Essere dei veri professionisti. Tutto il resto viene di conseguenza; anche il riconoscimento sociale ed economico.
Occorre rivendicare interamente la propria responsabilità professionale. Da diverse parti si tende a svuotare questa professione, a renderla sempre di più un piccolo ingranaggio di una grande macchina burocratica. Fortunatamente non si sentono più tanto i discorsi deliranti di chi voleva sostituire gli insegnanti con macchine ecc.; ma molti (purtroppo anche molti insegnanti) vorrebbero la progressiva parcellizzazione delle attività. Per esempio separare la didattica dalla valutazione. È una boiata pazzesca. La valutazione è parte integrante della didattica. Separare l’insegnamento dalla didattica sarebbe come se in medicina si separasse la diagnosi dalla terapia. A nessuno verrebbe in mente una stupidaggine del genere. E se a qualcuno venisse in mente, i primi ad insorgere sarebbero - giustamente - i medici.





"Uno dei superpoteri più incredibili che una persona possa avere è la capacità di cambiare se stessa in base alle sue intenzioni. Le cose potrebbero andare così: sei stanco di vergognarti di qualcosa quando non dovresti, t’imponi di fare il possibile per eliminare quella sensazione e alla fine ci riesci. Oppure: decidi che nella tua vita non vuoi più collaboratori inutili e persone che non ti sanno ascoltare, cerchi di cambiare la situazione e raggiungi il tuo scopo. Questi sono esempi di magia avanzata, Ariete, straordinari quanto gli incantesimi di uno sciamano. Si dà il caso che questo superpotere sia ora alla tua portata."
Da Storia della filosofia greca - Da Socrate in poi di Luciano De Crescenzo:
I latini conferivano grande importanza al concetto di otium, che non è traducibile propriamente come "ozio", perchè la parola "ozio" in italiano ha un'accezione negativa. L'otium presso gli antichi non aveva alcunchè di negativo, in quanto rappresentava il tempo libero, dedicato alle attività piacevoli e che ricreavano la mente, ritenute necessarie tanto quanto quelle del negotium (il tempo dedicato al lavoro e agli affari).
L'altro giorno ero alla Feltrinelli, e, all'atto di pagare, la gentile cassiera mi fa: "Ora è cambiato il sistema dell'accumulo dei punti per i possessori di Carta Più: ci sarà uno sconto di 10 centesimi ogni 3 euro di spesa! Il vantaggio sarà che non si dovrà più aspettare di raggiungere gli scaglioni previsti, per farsi scontare i prodotti!!!"
Segnalovi un'iniziativa interessantissima, aperta a tutti coloro che hanno fantasia ed estro da vendere (per quanto riguarda me, sono molto tentata, e devo confessare che ho ripreso a scrivere racconti, cosa che facevo da adolescente). Dateci un'occhiata, perchè merita veramente.... 
È con grande goduria che mi godo e leggo, in questi giorni, gli interventi di un blog di un professore piemontese, Maurizio Pistone. Dice parole molto sensate - un vero miracolo trovare qualcuno che ha le idee chiare e non ha perso completamente la bussola rassegnandosi a tirare a campare.
Spero di non fare cosa sgradita a
Metti una giornata a Milano con due amiche.

