Spero di non fare cosa sgradita a Daria se riporto alcuni stralci di una conversazione avuta in chat ieri... che la dicono lunga sul mio stato mentale, tra deliri, picchi ormonali e poca voglia di tornare a lavorare... Buona Epifania a tutti ![]() 12.08 daria: un saluto velocissimo
me: ciao
daria: oggi faccio il minestrone!!!!
12.09 come stai?
me: e io vado a scaldarmi un trancio di pizza al taglio... l'ideale... qui nevica!
daria: mi come vorrei poterlo fare anch'io
me: bene, un po' depressa all'idea
daria: qui piove
me: di tornare a lavorare mercoledì
12.10 daria: ci credo
me: e vabbè, pazienza
daria: sfoga la tua depressione con un'interrogazione a sorpresa
così saranno depressi anche gli alunni
mal comune
mezzo gaudio
12.11 me: eh eh... no, non lo faccio, ormai ad alcuni mi sono affezionata.
piuttosto
hai pensato alle date pacifiche?
io faccio ovviamente bologna
e ovviamente carpi
daria: sto aspettando l'orario definitivo delle lezioni
12.12 e poi, attuo il piano di battaglia
me: ok.
come ti dicevo io faccio sicuramente quelle 2
e mantova che è di sabato sera, ma parliamo di marzo quindi c'è tempo
dopo vedo...
12.13 anch'io sono molto assorbita dal lavoro,
quest'annata è molto impegnativa
daria: già, ma lo sai com'è
quando il gioco si fa duro....
è meglio usare l'ammorbidente
me: esatto!
12.14 poi spero che faccia date anche in estate quando sarò più libera
daria: credo di sì
certo molto dipenderà da come andrà questo tour
me: :-)
12.20 hai qualche film da consigliarmi?
daria: cinema?
mmm
me: stavo navigando proprio per trovare qualche titolo interessante
daria: non saprei dirti
me: siamo andate a vedere "Il bambino col pigiama a righe"
12.21 bello, toccante, garbato, il finale è un pugno nello stomaco
daria: immagino che non finisca in un girotondo
me: no, infatti, però te lo consiglio
adesso avevo voglia di vedere qualcosa di più disimpegnato
12.22 daria: allora, aldo giovanni e giacomo
più disimpegnato di così
me: c'è quello con richard gere... filmone romanticone
12.23 daria: mmmm
me: e poi aspettiamo "Australia". Sinceramente Hugh Jackman, ecco... CENSURA
daria: eh sì
in effetti
12.24 me: SBAVOOOOOOO
daria: professoressa si controlli
12.25 me: ok. ritorno nei ranghi. la pizza è calda, vado. Ma sei reperibile per telefono o impegnata in cose varie?
12.26 daria: diciamo che sono a siracusa
12.27 me: ti saluto biddazza, devo proprio andare, ti chiamo presto, poi se è un brutto momento ci sentiremo in altra occasione. CIAOOO
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Mentre la nazionale l'altra sera perdeva, su La 7 davano questo "filmone": Gandhi, di R. Attenborough. Prontamente videoregistrato, l'ho recuperato il giorno dopo.Dico "filmone" senza alcun intento dispregiativo; in realtà, non so immaginare in quale altro modo si sarebbe potuta girare questa pellicola. Il taglio epico-storico, la maestosità delle scene, il cast stellare sono pilastri di un'impalcatura perfettamente costruita. La parte più bella e più commovente, a mio avviso, è la fine, quando Gandhi si rende conto, con grande rammarico, che alla schiavitù degli Inglesi subentrano gli odi e le divisioni interrazziali che vanificano il suo sogno di un'India non solo libera, ma anche unita. Ed ecco la mia citazione preferita dal film: "Occhio per occhio rende il mondo cieco!" |
Questo film è uscito nelle sale due anni fa, senza far parlare troppo di sè. È un'altra di quelle "perle" che il grande pubblico ha snobbato, ingiustamente.L'ho recuperato di recente in dvd e l'ho trovato geniale. La trama è tratta da un romanzo dello scrittore americano Philip K. Dick. Sotto le spoglie del genere utopico-fantascientifico, Dick racconta una storia che ha forti legami con la realtà. In un ipotetico futuro, il governo ha come priorità la lotta alla droga e persegue il suo obbiettivo con ogni mezzo, arrivando a limitare fortemente la libertà dei cittadini. È un aperto richiamo agli anni della presidenza di Nixon e al relativo clima di repressione e di sospetto. A quei tempi Dick era uno degli esponenti di spicco della cosiddetta "controcultura di Berkeley", tutti in qualche modo dediti alle droghe e tutti sottoposti ad una sorveglianza invasiva, dai risvolti kafkiani. Il film fa ricorso ad un'animazione incredibilmente accurata. L'uso di questa tecnica avvicina lo spettatore alle percezioni allucinate dei protagonisti, causate dalla tossicodipendenza. A scanner darkly non vuole giustificare il ricorso alle sostanze stupefacenti, ma fare riflettere su altre questioni, più complesse: fino a che punto è legittima la sorveglianza sugli individui al fine di prevenire i crimini? qual è il confine al di là del quale si lede il diritto alla privacy? la consapevolezza di essere spiati può diffondere forme di diffidenza e di paranoia, dannose quanto i crimini stessi che si vogliono prevenire? per arginare il fenomeno droga, quale è il ruolo della repressione e quale quello della responsabilità sociale? Dick ebbe la salute gravemente compromessa dall'uso degli stupefacenti, coi quali aveva un rapporto di attrazione e repulsione; erano il suo demone personale, che si offriva a lui ora con il sorriso del tentatore, ora col ghigno del persecutore. |
Cinema, cinema, ancora cinema. Sto vedendo un sacco di film in questi giorni, un po' sul grande schermo, un po' in home-video. Mi fido del mio intuito, cerco di evitare quelli che, a naso, mi sembrano appartenere alle categorie del "già detto", "già visto", "retorico, retorico..."Alle suddette categorie sicuramente non appartiene Crash (contatto fisico), noleggiato in cassetta martedì. Come si poteva fare un film sul razzismo cercando di essere spietatamente sinceri e al tempo coinvolgendo lo spettatore con una trama ricca e brillante? Così, come ha fatto Paul Haggis. La vicenda si svolge a Los Angeles. In realtà sarebbe meglio dire "le vicende"; infatti ci vengono presentate le storie di diversi personaggi, dipanate nell'arco di 48 ore. A volte queste storie scorrono parallele, altre volte si intrecciano in modo imprevisto e scioccante, come se il regista volesse dirci che siamo in qualche modo tutti responsabili di ciò che succede agli altri. Il filo conduttore è il razzismo, si diceva. Gli sceneggiatori sono molto abili ad evitare le secche del buonismo; ci mostrano un'America che già di prima mattina si sveglia impaurita, timorosa (a torto o a ragione) di vedere violata la propria intimità, pronta a difendersi. La diffidenza è nell'aria che si respira; i personaggi non sono "buoni" o "cattivi" di per sè, diventano "cattivi" quando le loro frustrazioni hanno il sopravvento e rompono gli argini della sopportazione. All'inizio detesteremo il poliziotto razzista interpretato da Matt Dillon, a metà film cambieremo idea, capiremo che non è nè meglio nè peggio di tanti altri. È un film che non propone soluzioni, cerca solo di spingere alla rilessione. L'unica speranza sembra risiedere nel barlume di umanità che permane dentro ognuno di noi, e ci spinge a cercare ancora quel "contatto fisico" a cui allude il sottotitolo. Scene memorabili: il tentativo di salvataggio all'interno della macchina sul punto di esplodere (l'ho vista in apnea, non scherzo); l'uscita dal furgone dei profughi thailandesi, appena arrivati in America e subito inseriti in un sistema spietato di disuguaglianze. |
Stamattina mi sono svegliata con nella testa il ricordo del bellissimo film visto ieri sera. Sono andata a vedere l'ultimo di Woody Allen, Sogni e delitti. Non si tratta del Woody "vecchio stile", quello che mette in scena umoristicamente le nevrosi proprie e altrui; si tratta invece di una riflessione su quello che accade all'uomo di fronte alla tentazione di compiere il male per il proprio tornaconto, sui suoi dilemmi morali e sulle conseguenze del suo comportamento. Percorso narrativo già intrapreso con Match Point, a quanto mi dicono (quest'ultimo non l'ho visto).Le recensioni che ho letto sono tutte un po' tiepidine: forse sul mio giudizio positivo influisce la presenza di un Ewan McGregor figaccione come non mai (vedi foto)... ![]() A parte gli scherzi (scherzi?...), gli attori mi sono sembrati strepitosi ed affiatati. Poi nella pellicola si respira un'aria pesante, da tragedia: si intuisce benissimo che le cose si metteranno male, si avviteranno in una spirale che risucchierà i protagonisti come un gorgo, ma nessuno dei personaggi fa nulla per evitarlo. Non a caso Woody cita la tragedia e i temi affini alla tragedia più di una volta. E non a caso il titolo originale è Cassandra's Dream; nella mitologia greca, Cassandra era una veggente in grado di prevedere il futuro ma condannata a non essere mai ascoltata. |
![]() C'era un film con Charlize Theron e Keanu Reeves che si chiamava Sweet November... era assolutamente patetico e ne sconsiglio la visione ai diabetici, però questo inizio di mese mi sta regalando dei momenti dolci e mi ha fatto ricordare quel titolo, sembra appropriato alla mia situazione. Bè, non so che altro dire se non... "speriamo che duri!!!" (Ah, sì, so che altro dire... Cat Power è grande. Vedasi canzone postata in alto. ) |
| Ieri sera... ... Ennio Morricone al Palamalaguti di Bologna. Uno dei motivi per cui non sono andata al concerto milanese di zio Roger è che ho dovuto scegliere se dissanguarmi economicamente per lui o per questo grande maestro che con le sue note ha amplificato la magia di molti film. Ho scelto il grande maestro. Concerto perfetto, acustica meravigliosa, orchestrali bravissimi (erano quelli della Roma Sinfonietta che già suonarono alla prima di Ça Ira), e due picchi di emozione: il tema di C'era una volta in America e quello di C'era una volta il West. Che bella serata. ![]() Vi posto un video tratto da un altro spettacolo (Monaco 2005). La cantante soprano dovrebbe essere la stessa di ieri sera, vale a dire la strepitosa Susanna Rigacci. |
Slevin - Patto criminale è uscito nei cinema alla fine di agosto, in sordina, rimediando pochissimi incassi.Un vero peccato. Di recente ne ho visto una copia a noleggio e mi ha lasciato entusiasta. Il regista Paul McCuigan ha imbastito un noir pieno di sorprese, senza preoccuparsi di nascondere (anzi, citando apertamente) l'influenza di Quentin Tarantino. Se non vi fanno impressione le scene splatter (ce n'è più di una...), ve lo consiglio. Le interpretazioni di Morgan Freeman e Ben Kingsley sono eccezionali. Josh Hartnett è fico. Last but not least, è sempre utile sapere che cos'è una "mossa Kansas City"... |
Negli ultimi tempi l'umore non è stato dei migliori. Il punto più basso l'ho toccato l'altro giorno, quando mi sono sorpresa a canticchiare Vivere di Vasco Rossi. Ora, un po' di malumore stagionale ci può stare, ma c'è un limite a tutto, soprattutto c'è un limite a canticchiare Oggi non ho tempo, oggi voglio stare spento... o-o-o-oooh... Urge cambio di registro. E alla svelta. Eccheccazz. Ora va meglio (avrà a che fare col fatto che sono in ferie? mah. ).Ciondolo per casa e mi guardo per la quarantamilionesima volta la videocassetta di Harry ti presento Sally... E' bellissimo ed è più che un film: è un toccasana per tutti i single ancora pieni di speranza. Ho cambiato canzone: ascolto Baba 'O Riley degli Who. E me la spasso. Spero che facciate altrettanto. P.S.: gli auguri li faccio domani... P.P.S.: il quadro nella foto è Senza titolo di Eugenio Alazio (Acrilico su tela - cm. 50x60 - 2002). |
L'hanno dato l'altra sera in tv, e mi ha fatto passare un paio d'ore spensierate. Niente più di una commedia tradizionale, con Jim Carrey che fa le "solite" facce, ma mi ha divertito l'idea che Dio (interpretato da Morgan Freeman) possa essere di colore, dotato di senso dell'umorismo e anche vagamente rassegnato su come vanno le cose.Carino. |