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Ho tantissimi interessi, i miei preferiti sono il cinema, la musica, la lettura. Adoro viaggiare. Quando riesco a vincere la mia innata pigrizia, faccio sport e alla fine mi piace anche. Sono orgogliosa di far parte dell'allegra banda dei fan di Pacifico!

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Whistler: "Voglio pace in terra e agli uomini di buona volontà."
Bernard Abbott: "Oh, è ridicolo."
Martin Bishop: "Guardi che è serio."
Whistler: "Voglio pace in terra e agli uomini di buona volontà."
Bernard Abbott: "Noi siamo il governo degli Stati Uniti d'America! Non facciamo queste cose."

[Dal film I signori della truffa, 1992: nella scena i membri di una banda di hacker capeggiata da Martin Bishop (Robert Redford) avanzano alcune richieste all'agente federale Bernard Abbott (James Earl Jones) in cambio della restituzione di un importante congegno da essi rubato]

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martedì, 20 ottobre 2009

Ho deciso...

José Saramago... che devo leggere qualcosa di Saramago. Intanto ho iniziato da questo, ma voi cos'altro mi consigliate?

"La cosa Berlusconi"

di José Saramago,
"El Pais", domenica 7 giugno 2009


[Traduzione di Irene Campari]
"Non vedo come altrimenti la potrei chiamare. Una cosa pericolosa, una cosa che organizza feste e orge. Questa cosa, questa malattia, questo virus minaccia di costituirsi come la morte morale del Paese di Verdi se un rigurgito profondo non verrà dalla coscienza degli Italiani prima che il veleno non corrompa le vene e non atrofizzi il cuore di uno dei Paesi europei più ricchi di cultura. I valori fondanti della convivenza umana vengono calpestati tutti i giorni dalla consistenza vischiosa della cosa di Berlusconi che, tra i suoi molteplici talenti, c’è anche la capacità funambolica di abusare delle parole, stravolgendo in modo perverso le emozioni e le intenzioni, come nel caso del Popolo delle Libertà, il nome del partito tramite il quale è andato al potere. L’ho chiamata "delinquente" questa cosa e non me ne pento. Per ragioni semantiche, che altri sapranno spiegare meglio di me, il termine delinquente ha in Italia una carica negativa più forte che in altri idiomi europei. Per tradurre in forma chiara e incisiva ciò che penso della cosa di Berlusconi uso il termine nella accezione che la lingua di Dante gli attribuisce abitualmente, nonostante sia dubbioso sul fatto che Dante lo abbia mai utilizzato. Delinquenza, nel mio portoghese, significa, in accordo con i dizionari e la pratica corrente della comunicazione, "azione delittuosa, in spregio alla legge o ai dettami morali". La definizione si attaglia perfettamente alla cosa di Berlusconi, non facendo una grinza, quasi come una seconda pelle. Da anni Berlusconi commette delitti di gravità variabile e sempre dimostrata. Tuttavia, non è che disobbedisca di per sé alle leggi, piuttosto le fa fare a salvaguardia dei suoi interessi privati e politici. Non c’è ormai più nessuno che non sappia in Italia e nel mondo di quale natura sia la cosa di Berlusconi e di come sia caduta nella più totale abiezione. E’ il primo ministro italiano, è la cosa che il popolo italiano ha eletto due volte affinché le serva da modello ma questo è il cammino verso la distruzione di valori quali libertà e dignità, valori di cui era impregnata la musica di Verdi e l’azione politica di Garibaldi durante le battaglie per l’unificazione, valori che fecero il XX secolo, che sono anche quelli ereditati dall’Europa. E’ questo che la cosa di Berlusconi vuole gettare nella spazzatura della Storia? Glielo permetteranno gli Italiani?"
postato da: signsoflife alle ore 15:32 | link | commenti
categorie: politica, libri, società, rigurgiti di rabbia
venerdì, 31 luglio 2009

Amore e Povertà

decrescenzoDa Storia della filosofia greca - Da Socrate in poi di Luciano De Crescenzo:

«Le interpretazioni del Simposio sono innumerevoli [...]. Da quanto ricordo però, non mi sembra che nessuno, tranne forse Enzo Paci, abbia sufficientemente messo in luce i genitori di Amore: Poro e Penìa. Perchè proprio l'Espediente e la Povertà? Forse perchè l'uomo, quando è povero, ha più bisogno dei suoi simili? O forse perchè nel suo caso, l'arte di arrangiarsi e lo spirito di sopravvivenza gli consigliano d'instaurare col prossimo un rapporto d'amore? D'altra parte i grandi profeti hanno sempre stabilito un nesso tra la Povertà e l'Amore. Il ricco del Vangelo, quello del cammello e della cruna dell'ago, è solo uno dei tanti esempi possibili. La ricchezza porta all'egoismo ed è abbastanza facile riscontrare come, nelle città più ricche ed evolute, siano diventati freddi e difficili i rapporti tra le persone.»
postato da: signsoflife alle ore 21:28 | link | commenti (1)
categorie: libri, cazzeggio, società, vita varia
venerdì, 03 luglio 2009

Otium e negotium

cappelloI latini conferivano grande importanza al concetto di otium, che non è traducibile propriamente come "ozio", perchè la parola "ozio" in italiano ha un'accezione negativa. L'otium presso gli antichi non aveva alcunchè di negativo, in quanto rappresentava il tempo libero, dedicato alle attività piacevoli e che ricreavano la mente, ritenute necessarie tanto quanto quelle del negotium (il tempo dedicato al lavoro e agli affari).

Tutto questo pistolotto degno di Alberto Angela per dirvi che Signsoflife si sta dando all'otium, dopo aver praticato, quest'anno, tanto negotium. Legge. Sonnecchia. Naviga. Guarda vecchi film in tivvù. Fa shopping. Gira in bicicletta. Passeggia per le città assolate.

Insomma, sta bene.
postato da: signsoflife alle ore 11:23 | link | commenti (1)
categorie: libri, lavoro, internet, cazzeggio, vita varia, io e la tv, lascuola
venerdì, 12 giugno 2009

Complimenti, Feltrinelli!

feltrinelliL'altro giorno ero alla Feltrinelli, e, all'atto di pagare, la gentile cassiera mi fa: "Ora è cambiato il sistema dell'accumulo dei punti per i possessori di Carta Più: ci sarà uno sconto di 10 centesimi ogni 3 euro di spesa! Il vantaggio sarà che non si dovrà più aspettare di raggiungere gli scaglioni previsti, per farsi scontare i prodotti!!!"

L'ho guardata in modo neutro, ho pagato e sono uscita. Da tanti anni sono cliente Feltrinelli: mi piace vagare per i megastore alla ricerca di qualcosa che mi ispiri e, lo ammetto, mi piacevano anche gli sconti riservati ai titolari Carta Più. Ma, una volta a casa, ho iniziato a farmi due conti.

Con il sistema vecchio, al cliente era riconosciuto 1 punto ogni 3 euro di spesa. Raggiunti 30 punti (cioè 90 euro di spesa), poteva farsi scontare 30 euro. Alla fine, c'era circa il 30% di risparmio su una spesa.

Adesso si risparmia circa il 3%, invece. Ci sono, è vero, gli "sconti incrementali", ma, a parte il fatto che chi ci capisce qualcosa nel meccanismo è bravo, anche nel migliore dei casi bisogna spendere 100 euro (e non 90 come prima) per avere uno sconto di 30 euro.

Le becere strategie di marketing di questa catena, che confonde le idee al cliente per ricavarne un vantaggio, faranno forse rivoltare Giangiacomo Feltrinelli nella tomba? Chissà. Io non so se metterò ancora piede in una Feltrinelli con l'intenzione di comprare. Forse è giunto il momento di rivalutare le librerie indipendenti.

EDIT: come mi fa giustamente notare Vica nei commenti, ho sbagliato i conti: più o meno gli sconti rimarranno vantaggiosi per tutti. Però quello che continua a darmi fastidio è il sistema troppo complicato, quindi poco trasparente.
postato da: signsoflife alle ore 22:15 | link | commenti (5)
categorie: libri, cazzeggio, vita varia, rigurgiti di rabbia
giovedì, 07 agosto 2008

Ti prendo e ti porto via

Ti prendo e ti porto viaÈ stato un puro caso che io abbia iniziato a leggere Ti prendo e ti porto via di Niccolò Ammaniti durante la mia vacanza in Toscana.
Una pura e sorprendente coincidenza: già, perchè dopo aver scorso le prime pagine mi sono resa conto che la storia è ambientata proprio nelle zone in cui mi trovavo a villeggiare, ovvero la Maremma, il mare, la laguna e la parte della provincia di Grosseto che confina col Lazio.


«Un viaggiatore armato di binocolo che si trovasse a bordo di una mongolfiera potrebbe vedere meglio di chiunque altro lo scenario della nostra storia. Subito noterebbe una lunga cicatrice nera che taglia la pianura. È l'Aurelia, la statale che parte da Roma e arriva fino a Genova e oltre. Per quindici chilometri va dritta come una pista d'atterraggio, poi lentamente curva a sinistra e raggiunge la cittadina di Orbano, tutta affacciata sulla laguna. Da queste parti la prima cosa che ti insegna la mamma non è: "non accettare caramelle dagli sconosciuti" ma "sta' attento all'Aurelia".»

I nomi sono di fantasia, però le zone sono quelle.

«Ed ecco, finalmente, accanto alla laguna, Ischiano Scalo. È piccolo, lo so. […] Da qui parte una strada bianca che prosegue verso le colline e il bosco di Acquasparta, famoso per i cinghiali, le vacche dalle lunghe corna e, quando l’annata è buona, per i porcini.»

Il libro mostra un’altra faccia di quel territorio: una parte non turistica, scabra, dove povertà e sottocultura ancora dominano. E tarpano le ali a chi vorrebbe sollevarsi da terra.

«È uno strano posto, il mare è così vicino ma sembra lontano mille miglia. È perché i campi lo respingono oltre quella barriera di spine. Ogni tanto ne arriva l’odore e la sabbia portata dal vento. Dev’essere per questo che il turismo si è sempre tenuto alla larga da Ischiano Scalo.[…] Qui non c’è da divertirsi, non ci sono case da affittare, non ci sono alberghi con piscina e aria condizionata, non c’è un lungomare su cui passeggiare, non ci sono locali dove andare a bere la sera, qui d’estate la pianura s’infuoca come una graticola e d’inverno ci soffia un ventaccio che taglia le orecchie.»

Ti prendo e ti porto via non sarà un capolavoro assoluto (non è immune da qualche difettuccio e ne parlo nel mio spazio su Anobii), ma in queste calde giornate di mezza estate mi ha fatto riflettere ed emozionare più di una volta.

«E un pensiero da adulto, da chi ha esperienza e non da ragazzino, gli attraversò il cervello.
La cosa, si disse, sarebbe passata perchè nella vita le cose passano sempre, come in un fiume. Anche le più difficili che ti sembra impossibile superare le superi, e in un attimo te le trovi dietro le spalle e devi andare avanti.
Ti aspettano cose nuove.»
postato da: signsoflife alle ore 09:26 | link | commenti (4)
categorie: libri, vita varia, luoghi ameni
sabato, 07 giugno 2008

A scanner darkly

Keanu Reeves nel film "A scanner darkly"Questo film è uscito nelle sale due anni fa, senza far parlare troppo di sè. È un'altra di quelle "perle" che il grande pubblico ha snobbato, ingiustamente.

L'ho recuperato di recente in dvd e l'ho trovato geniale. La trama è tratta da un romanzo dello
scrittore americano Philip K. Dick. Sotto le spoglie del genere utopico-fantascientifico, Dick racconta una storia che ha forti legami con la realtà. In un ipotetico futuro, il governo ha come priorità la lotta alla droga e persegue il suo obbiettivo con ogni mezzo, arrivando a limitare fortemente la libertà dei cittadini. È un aperto richiamo agli anni della presidenza di Nixon e al relativo clima di repressione e di sospetto. A quei tempi Dick era uno degli esponenti di spicco della cosiddetta "controcultura di Berkeley", tutti in qualche modo dediti alle droghe e tutti sottoposti ad una sorveglianza invasiva, dai risvolti kafkiani.

Il film fa ricorso ad un'animazione incredibilmente accurata. L'uso di questa tecnica avvicina lo spettatore alle
percezioni allucinate dei protagonisti, causate dalla tossicodipendenza. A scanner darkly non vuole giustificare il ricorso alle sostanze stupefacenti, ma fare riflettere su altre questioni, più complesse: fino a che punto è legittima la sorveglianza sugli individui al fine di prevenire i crimini? qual è il confine al di là del quale si lede il diritto alla privacy? la consapevolezza di essere spiati può diffondere forme di diffidenza e di paranoia, dannose quanto i crimini stessi che si vogliono prevenire? per arginare il fenomeno droga, quale è il ruolo della repressione e quale quello della responsabilità sociale?

Dick ebbe la salute gravemente compromessa dall'uso degli stupefacenti, coi quali aveva un rapporto di attrazione e repulsione; erano il suo demone personale, che si offriva a lui ora con il sorriso del tentatore, ora col ghigno del persecutore.
postato da: signsoflife alle ore 11:38 | link | commenti (4)
categorie: libri, cinema, società
lunedì, 14 aprile 2008

Piccolo momento auto-celebrativo

compleanno 2008Prima che inizi lo strazio degli "speciale-elezioni"... mi concedo un piccolo momento auto-celebrativo.

Oggi è il mio compleanno.

Sono contenta di esserci, più che mai.

Grazie a tutti quelli che mi hanno già fatto gli auguri, a quelli che me li faranno e a quelli che passano di qua e vorrebbero farmeli ma se ne astengono per un qualunque motivo.

Un grazie doppio a tutti quelli che oltre agli auguri mi hanno fatto anche il regalo .

Grazie di esistere a tutte le cose/persone che rendono più gradevole la mia insulsa vita: i tramonti, i fiori, i cieli stellati, George Clooney, Elio, Pacifico, la musica dei Pink Floyd, la letteratura, le scarpe col tacco.
postato da: signsoflife alle ore 15:12 | link | commenti (6)
categorie: musica, libri, vita varia, mondo floyd, mondo pacifico, mondo elico
sabato, 15 marzo 2008

Scritti scelti male

Scritti scelti maleSono in una fase di voracissime letture (e di voracissimi ascolti musicali... adesso però non ho tempo di parlare di musica, sennò non finisco più). Tra gli ultimi libri che ho letto, ce n'è uno che vorrei mettere particolarmente in rilievo: è Scritti scelti male, di Rocco Tanica. Riporto qui le mie sintetiche impressioni. Lo stesso commento si può leggere, identico, nel mio spazio su Anobii (http://www.anobii.com/people/signsoflife).

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Sono decisamente parziale, dato che sono fan di Elio e le Storie Tese da anni. Ma questo libro mi è molto piaciuto. Rocco Tanica, tastierista e autore del gruppo, vi ha riunito racconti brevi, testi teatrali brevi, poesie e altri scritti.

I brani più divertenti, a mio avviso, sono i finti articoli scartati da Rolling Stone, ma tutto il volume è ampiamente godibile. Qua e là sembra di leggere dei pezzi di teatro dell'assurdo; una specie di Jonesco che ti fa ridere o sorridere...

Da provare, anche se vi sembra che non sia il vostro genere. Ci sono alcune trovate geniali che meritano attenzione.

Poi, forse sarò scema, in alcuni racconti (come Looney Tunes) ho intravisto una malinconia di fondo che mi ha incuriosito e sulla quale vorrei fare domande all'autore. Cioè, vorrei capire se è solo un'impressione mia o che. Desiderio irrealizzabile, credo, a meno che Rocco non faccia un tour nelle librerie per parlare coi lettori.

postato da: signsoflife alle ore 12:13 | link | commenti (2)
categorie: musica, libri, internet, mondo elico
domenica, 23 settembre 2007

Passato, presente e chissà

Passato, presente e chissàHo da poco terminato di leggere Passato, presente e chissà. L'ho trovato bello e posto un mio commentino. Colgo l'occasione per comunicare che il suddetto commentino si può leggere anche all'url http://www.anobii.com/people/signsoflife. Finalmente, infatti, ho aperto un mio scaffale su Anobii. Yeee!!!

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Questo libro di Loriano Macchiavelli mi ha intrigato. Un po' era scontato: qualunque libro parli della "mia" Bologna, la Bologna dove ho fatto l'università, non può che suscitare la mia attenzione. E' comunque una Bologna diversa da quella che conosco io: è una città dove ancora gli autobus erano gratis, e i poliziotti giravano con le "ottoecinquanta". E' la Bologna degli anni '70.

In questo clima, un furto di monete antiche e l'omicidio di un ragazzino che abita al Pilastro dànno filo da torcere ad Antonio Sarti, sergente. Sarti è esattamente l'opposto del poliziotto senza macchia e senza paura: è pasticcione, brontolone, non particolarmente acuto. Eppure al lettore diventa subito simpatico. Perchè si capisce che sotto sotto è un "buono", uno di quelli che nel suo mestiere "ci crede". Uno di quelli che il suo mestiere l'ha scelto perchè non sopporta il marciume e vorrebbe vedere più giustizia.

Alla fine Sarti avrà giustizia, l'assassino sarà trovato, così come le monete. Ma il caso è veramente chiuso? O piuttosto rimangono, drammaticamente aperti, i problemi di degrado del Pilastro?

C'è la viva descrizione di una situazione sociale "a rischio", tra le pagine di questo romanzo; e in questo, a quanto ne so, Bologna non è cambiata.
postato da: signsoflife alle ore 16:25 | link | commenti
categorie: libri, internet, società, vita varia
mercoledì, 30 maggio 2007

Ma come ho fatto a non pensarci prima!

TaleteCito testualmente da Storia della filosofia greca - I Presocratici di Luciano De Crescenzo:

"Talete [filosofo greco del VII sec. a.C., ndr] era diverso da tutti gli altri giovanotti. Alla domanda «perchè non ti sposi?» rispondeva sempre «non è ancora tempo», finchè un bel giorno cambiò risposta e disse «ormai non è più tempo»."

Ecco cosa devo rispondere a mia madre la prossima volta che vuole affrontare con me l'argomento "matrimonio"!!!
postato da: signsoflife alle ore 13:14 | link | commenti (2)
categorie: libri, vita varia