Torno a scrivere sul blog, dopo un mese in cui non sempre ho avuto accesso alla rete.Ci sarebbero tante cose da dire. Ci sarebbe da parlare dell'estate, calda e fantastica. Dei concerti di Pacifico (Camignone, Imola, Pievepelago, Milano) a cui ho assistito. Delle mie vacanze in Baviera. Ci sarebbe da parlare del nuovo anno scolastico, e delle nuove classi che mi hanno assegnato. Tutto procede come l'anno scorso. Il ministro continua a legiferare su cose di cui non capisce un cazzo, i ragazzi continuano ad avere bisogno di attenzioni che noi professori, soffocati dalla burocrazia, facciamo fatica a dare loro. Ci sarebbe da riempire una schermata intera, ma domani la sveglia suonerà all'alba... ... comunque, visto che il panorama televisivo offre solo schifezze indicibili, chissà che non diventi una buona abitudine la riflessione serale davanti al pc. |
Metti una giornata a Milano con due amiche.
Metti che la meta precipua è la mostra del Canova. Metti che la vedete, 'sta mostra, e che rimanete piacevolmente inebetite e quasi commosse davanti a quel capolavoro che è Le Grazie. Metti che uscite e nel bar dove vi accomodate a mangiare vi portano del pane secco di tre giorni. Metti che invece di piantare una grana ridete come delle matte per questo, come ragazzine in gita (anche se, ovviamente, in quel posto non ci tornerete mai più). Metti che, per assecondare la passione di una del terzetto per gli orologi antichi, andate alla scoperta di un piccolo museo incantevole e poco frequentato, il Museo Poldi Pezzoli. Metti che alle quattro del pomeriggio c'è un'afa allucinante ma al tempo stesso la città è piena di turisti, milanesi in ferie, bancarelle. Metti che, prima di rincasare, state a godervi l’unico filo d’aria che spira nell’atrio del Castello Sforzesco. Metti tutto questo e qualche giorno più tardi senti la voglia di scriverne sul tuo blog, perché è stata una giornata fatta di piccole cose semplici e proprio per questo incommensurabilmente bella. |
È stato un puro caso che io abbia iniziato a leggere Ti prendo e ti porto via di Niccolò Ammaniti durante la mia vacanza in Toscana. Una pura e sorprendente coincidenza: già, perchè dopo aver scorso le prime pagine mi sono resa conto che la storia è ambientata proprio nelle zone in cui mi trovavo a villeggiare, ovvero la Maremma, il mare, la laguna e la parte della provincia di Grosseto che confina col Lazio. «Un viaggiatore armato di binocolo che si trovasse a bordo di una mongolfiera potrebbe vedere meglio di chiunque altro lo scenario della nostra storia. Subito noterebbe una lunga cicatrice nera che taglia la pianura. È l'Aurelia, la statale che parte da Roma e arriva fino a Genova e oltre. Per quindici chilometri va dritta come una pista d'atterraggio, poi lentamente curva a sinistra e raggiunge la cittadina di Orbano, tutta affacciata sulla laguna. Da queste parti la prima cosa che ti insegna la mamma non è: "non accettare caramelle dagli sconosciuti" ma "sta' attento all'Aurelia".» I nomi sono di fantasia, però le zone sono quelle. «Ed ecco, finalmente, accanto alla laguna, Ischiano Scalo. È piccolo, lo so. […] Da qui parte una strada bianca che prosegue verso le colline e il bosco di Acquasparta, famoso per i cinghiali, le vacche dalle lunghe corna e, quando l’annata è buona, per i porcini.» Il libro mostra un’altra faccia di quel territorio: una parte non turistica, scabra, dove povertà e sottocultura ancora dominano. E tarpano le ali a chi vorrebbe sollevarsi da terra. «È uno strano posto, il mare è così vicino ma sembra lontano mille miglia. È perché i campi lo respingono oltre quella barriera di spine. Ogni tanto ne arriva l’odore e la sabbia portata dal vento. Dev’essere per questo che il turismo si è sempre tenuto alla larga da Ischiano Scalo.[…] Qui non c’è da divertirsi, non ci sono case da affittare, non ci sono alberghi con piscina e aria condizionata, non c’è un lungomare su cui passeggiare, non ci sono locali dove andare a bere la sera, qui d’estate la pianura s’infuoca come una graticola e d’inverno ci soffia un ventaccio che taglia le orecchie.» Ti prendo e ti porto via non sarà un capolavoro assoluto (non è immune da qualche difettuccio e ne parlo nel mio spazio su Anobii), ma in queste calde giornate di mezza estate mi ha fatto riflettere ed emozionare più di una volta. «E un pensiero da adulto, da chi ha esperienza e non da ragazzino, gli attraversò il cervello. La cosa, si disse, sarebbe passata perchè nella vita le cose passano sempre, come in un fiume. Anche le più difficili che ti sembra impossibile superare le superi, e in un attimo te le trovi dietro le spalle e devi andare avanti. Ti aspettano cose nuove.» |
| Tra i due concerti di Luglio c'è stata la vacanza all'Argentario. Una terra magica, che ho scoperto solo quest'anno. E, a esplorare i dintorni (cosa che non abbiamo fatto e che rimandiamo a un prossimo futuro), il luogo offre molto più del mare. Saturnia, il Parco della Maremma, Pitigliano, sono perle che aspettano di farsi scoprire. Dato che un'immagine vale più di mille parole - almeno, così si dice - preferisco postare le foto e non dilungarmi con verbose descrizioni su quant'è bello questo e quest'altro. Le foto non sono le mie: le ho prese da varie fonti in Internet. Ma vi assicuro che gli scorci sono proprio belli così. ![]()
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Il significato di questa foto sarà chiaro solo a pochi intimi, credo... ![]() ![]() |
Ricordi sparsi, a caldo, del viaggio a Madrid.Le donne madrilene hanno una moda molto colorata, non ho comprato quasi niente ma mi sono venute un sacco di idee per rinfrescare il mio look - la metropolitana di Madrid è efficiente e funzionale - Madrid è bella ma i madrileni ne hanno poca cura, anche loro con la spazzatura non scherzano - il primo giorno un vecchietto ci vede trafficare per strada con la guida e ci accompagna in modo gentile e discreto fino a dove dovevamo andare (Centro de Arte Reina Sofia) - davanti al Guernica rimango a bocca aperta - del Prado mi colpiscono molte cose, ma soprattutto i dipinti di quel pazzo fulminato di El Greco - sono ancora in piedi dei monumenti a Franco e ogni volta che il governo decide di buttarne giù o spostarne uno, una parte dei madrileni protesta vivacemente - Plaza de la Cibeles è uno spettacolo unico, soprattutto la sera - prima di cena avevamo preso l'abitudine di guardarci Buffy in spagnolo - se il Vaticano vendesse anche solo un decimo dei preziosi che ci sono nelle chiese e nei monasteri di Madrid, potrebbe sfamare non so quanti poveri - ho visto il Santiago Bernabeu - il Parque de Montaña è una meravigliosa oasi di pace - abbiamo assistito allo spettacolo di luci al Parque del Retiro (era la festa del patrono) - Goya è sepolto in una chiesa umilissima e ignorata dalla maggior parte dei turisti - volevamo salutare Cannavaro, ma sarà per un'altra volta - spazzatura a parte, penso che in un posto così potrei anche viverci. |
Gli ultimi 15 giorni sono stati pieni di cose, alcune brutte, la maggior parte belle.Ci sono state le elezioni, ho votato Sinistra Arcobaleno, e sono rimasta di stucco quando ho visto il risultato. Eppure è così, e forse è stato addirittura salutare: ho sbattuto forte il faccino sull'amara realtà, sul fatto che in questo paese solo il 3% della gente la pensa come me. Già lo intuivo da molti dettagli, ora è proprio chiaro. Sono stata due volte a Milano, una per il matrimonio di C. (cerimonia semplice e rinfresco informale disturbato da pioggia fantozziana), l'altra per visitare il Cenacolo e la chiesa di Santa Maria delle Grazie (voluti da Ludovico il Moro per l'Expo del 1494... altri tempi, quando per dare prestigio a una città non si pianificavano colate di cemento ma si reclutavano gli artisti più bravi per dare vita a poche, essenziali opere di rara bellezza). In mezzo c'è stata una gitarella un po' casuale a Colorno (PR), che ospita una bellissima reggia. È incredibile la storia di questo posto: prima residenza estiva dei duchi di Parma, poi vittima della spoliazione dei Savoia che hanno portato via tutti i mobili (!), quindi trasformata in un ospedale psichiatrico finchè la legge Basaglia ha abolito tali strutture, infine - oggi - meta di turisti curiosi ma un po' trascurata perchè la regione (ma va?) ha pochi fondi. Ieri sera ho tirato fuori dall'armadio la mia borsa primaverile preferita e sono andata a una rassegna di cinema che si tiene da queste parti. Davano Il grande dittatore, il film di Chaplin del 1940: l'ho trovato divertente e commovente come non mai, davvero un capolavoro. Soprattutto i minuti finali, quelli del celebre "appello all'umanità" ... tutta la sala sembrava concordare e approvare. Ma forse eravamo tutti parte di quel famoso 3%. |
| Cosa c'è di più noioso che guardare valanghe di foto di vacanze altrui? Poche cose, in my opinion... è dunque per pura vanità e autocompiacimento che posto lo slide-show delle mie scorribande estive in giro per l'Italia. Per la cronaca, i luoghi sono: Paestum; Pompei; la Costiera amalfitana; Lecco; la Brianza. Grazie a tutti quelli che hanno condiviso con me questi momenti... ... in particolare chi ha condiviso l'estasi mistica dell'anfiteatro di Pompei, che solo un floydiano può capire. ![]() |
Nei giorni scorsi sono stata spesso in giro, e in modo particolare ho visitato due luoghi che mi sono molto cari.Il primo è il Parco Sigurtà di Valeggio sul Mincio (VR). Ci sarò andata decine di volte, ma mi ispira sempre la stessa tranquillità. Se siete amanti della natura, o se semplicemente volete ricaricare le pile in assoluto relax, è una gita che vi consiglio. Ci si può sdraiare sull'erba, prendere il sole (gli uomini non a torso nudo, le donne con il pezzo sopra del costume), farsi una bella passeggiata. Costa 9 euro ma potete starci tutta la giornata e ne vale la pena. Adesso, in estate, c'è la fioritura delle ninfee... Il secondo posto è Firenze. Firenze invece mi ispira spensieratezza. Gran parte del merito va alla mia amica Daria e alla sua allegria travolgente. Insieme abbiamo boccheggiato dal caldo; parlato (o meglio, sparlato) dei difetti degli uomini; comprato magliette e collanine; mangiato i pici col cinghiale e altre prelibatezze; buttato monete in fontane per esprimere desideri che non sappiamo se si esaudiranno (l'importante è continuare a crederci)...Nella foto, il Porcellino da cui trae il nome il famoso mercato di Piazza del Mercato Nuovo a Firenze. |